Endometriosi: sintomi, diagnosi e cure per gestire il dolore cronico

Endometriosi: l’impatto psicologico ed emotivo di una malattia cronica

L’endometriosi è una malattia cronica complessa che colpisce milioni di donne, spesso diagnosticata tardivamente e con un impatto significativo sulla qualità della vita. Questo articolo ne esplora la natura, i sintomi, le implicazioni psicologiche e gli interventi terapeutici più adeguati.

Cos’è l’endometriosi?

L’endometriosi è una patologia ginecologica infiammatoria e cronica, in cui il tessuto endometriale, che normalmente riveste l’interno dell’utero, cresce in altre parti del corpo che creano infiammazione che può arrivare anche a compromettere il funzionamento degli organi coinvolti.

Queste localizzazioni anomale possono interessare diverse zone tra le quali le ovaie, le tube di Falloppio, il peritoneo, e in casi più gravi, anche organi distanti come i polmoni, l’intestino, la vescica e il retto (Laganà et al., 2017; Giuliani et al., 2016; Di Donato et al., 2015).

Anche se l’endometriosi rientra tra le patologie benigne, è una malattia cronica a decorso progressivo che in molti casi comporta una sintomatologia dolorosa e invalidante (Pope C.J., Sharma V., Sharma S., Mazmanian D., 2015).

Questo tessuto, sebbene si trovi fuori dall’utero, continua a reagire agli ormoni del ciclo mestruale, causando infiammazione, dolore e la formazione di cicatrici e aderenze.

Sintomi dell’endometriosi

I sintomi dell’endometriosi possono variare notevolmente da una persona all’altra, sia in termini di tipologia che di intensità.

Tra i più comuni troviamo:

  • Dispareunia profonda: dolore durante i rapporti sessuali.
  •  Dolore pelvico cronico: spesso descritto come un dolore profondo e debilitante, che può peggiorare durante il ciclo mestruale.
  • Dismenorrea: mestruazioni estremamente dolorose.
  • Cefalea
  • Problemi intestinali o urinari: come stipsi, diarrea, dolore durante la minzione o movimenti intestinali dolorosi, specialmente durante il ciclo.
  • Stanchezza cronica: spesso correlata all’infiammazione e al dolore persistente.
  • Infertilità: endometriosi può causare infertilità femminile.

(Laganà et al., 2017; Pope et al., 2015,Vercellini et al., 2014; Bulletti et al., 2010)

Diagnosi e trattamento dell’endometriosi

Nonostante la sua scoperta risalga agli inizi del ‘900 e la sua incidenza sia del 10-15% nella popolazione femminile, l’eziologia dell’endometriosi resta un aspetto ancora poco conosciuto (Ardenti R., 2014).

L’endometriosi ha un iter diagnostico complesso, con un tempo medio di diagnosi di otto anni e molte donne nonostante i sintomi non ricevono mai una diagnosi.

Inoltre, non esiste una cura definitiva, i trattamenti attuali mirano a gestire i sintomi e migliorare la qualità della vita.

Le opzioni includono:

  • Farmaci per il dolore e il controllo ormonale.
  • Chirurgia (laparoscopia, isterectomia) per rimuovere i focolai della malattia.
  • Tecniche per la fertilità, come la fecondazione in vitro (FIV).
  • Terapie complementari, tra cui dieta, fisioterapia pelvica, agopuntura e rilassamento.

L’impatto psicologico dell’endometriosi

Questa patologia non influisce solo sul piano fisico, ma anche su quello emotivo e sociale, incidendo profondamente sul funzionamento e sulla qualità della vita delle pazienti.

Dimensione personale

Il vissuto provato dalle donne affette da endometriosi è spesso associato a:

  • Depressione: abbassamento del tono dell’umore dovuto alla natura cronica della malattia e all’impatto sulla qualità della vita. La difficoltà a svolgere attività che prima facevano parte della routine, dal lavoro allo sport, fino alla semplice gestione della casa, può far sentire la donna inadeguata e costantemente in lotta con il proprio corpo.
  • Ansia: la cui manifestazione è strettamente correlata all’intensità e all’imprevedibilità del dolore esperito e alla paura di come la condizione possa influenzare la propria vita personale e professionale.
  • Senso di colpa o inadeguatezza: rispetto al non poter adempiere pienamente ai propri ruoli sociali e familiari e in chi incontra difficoltà nel concepimento di un figlio. Questo porta alcune donne a vivere con insicurezza il rapporto con il proprio corpo, sviluppando un atteggiamento di rifiuto o di rassegnazione nei confronti della malattia.
  •  Disturbi del sonno: letargia o insonnia, che vanno anche ad esacerbare il senso di stanchezza e ansia, peggiorando la qualità di vita.
  • Bassa autostima: sensazione di non riuscire a controllare il proprio corpo, i cambiamenti fisici che comporta la malattia (gonfiore addominale, cicatrici chirurgiche) possono alterare la percezione del proprio corpo, facendo sentire le donne “diverse”e meno desiderabili. Essendo spesso una malattia invisibile agli altri, le donne si sentono spesso giudicate come “esagerate” nel manifestare il dolore, aumentando il senso di vergogna e sfiducia in se stesse.
  • Generale sensazione di malessere che si manifesta con insofferenza, nervosismo, tristezza o irritabilità.

Dimensione sociale relazionale

L’endometriosi influisce profondamente sulla vita sociale delle donne, costringendole spesso a rinunciare a eventi e attività a causa del dolore cronico e dell’imprevedibilità dei sintomi.

Questo porta a sentimenti di isolamento, senso di colpa e difficoltà nei rapporti con amici e familiari, che possono non comprendere appieno la situazione.

Per paura di sembrare lamentose, molte donne evitano di esprimere il loro disagio, aggravando il senso di solitudine.

La sensibilizzazione è fondamentale per favorire la comprensione e il supporto da parte di chi le circonda, migliorando così la loro qualità di vita e il benessere psicologico.

Dimensione sessuale e relazione di coppia

L’endometriosi può compromettere la vita sessuale e relazionale di una donna, influenzando il benessere emotivo della coppia.

Il sintomo più comune è la dispareunia, ovvero il dolore durante i rapporti, che può generare ansia e paura, portando a evitare l’intimità e creando distanza con il partner.

Questo può minare l’autostima della donna e la percezione della sua femminilità, mentre il partner può sentirsi impotente o respinto, aggravando le incomprensioni.

Inoltre il 30-50% delle donne con endometriosi ha difficoltà a concepire a causa di infiammazioni e alterazioni ormonali, causando stress, frustrazione e senso di colpa.

La donna può sentirsi inadeguata, mentre il partner può soffrire per l’impossibilità di costruire una famiglia. In assenza di dialogo e supporto, il disagio può sfociare in crisi relazionali, rendendo necessario un aiuto psicologico per affrontare le difficoltà.

L’impatto sulla vita quotidiana e lavorativa

L’endometriosi può ostacolare la carriera a causa di sintomi debilitanti che compromettono la produttività. Le principali difficoltà includono:

  • Dolori intensi e cicli mestruali invalidanti, che rendono difficile lavorare con continuità.
  • Fatica cronica, che incide sull’energia e sulla concentrazione.
  • Frequenti assenze o ridotta efficienza, portando a essere percepite come poco affidabili.
  • Discriminazioni sul lavoro, dovute alla scarsa comprensione della malattia.
  • Ostacoli alla crescita professionale, con conseguenze sulla carriera.
  • Necessità di ridurre l’orario o lasciare il lavoro, nei casi più gravi.

La mancanza di consapevolezza sociale costringe molte donne a nascondere la loro condizione per evitare giudizi o sembrare deboli.

Disturbi psicologici e soluzioni psicoterapeutiche

L’endometriosi non ha solo un impatto fisico, ma può anche essere un fattore scatenante o aggravante di diverse condizioni psicologiche come: ansia, depressione, disturbo da stress post traumatico PTSD, disturbi del sonno e problematiche legate all’immagine corporea e alla sessualità.

Un intervento multidisciplinare, che integri il supporto psicoterapeutico con la gestione medica e fisioterapica, è essenziale per offrire alle donne con endometriosi strumenti concreti per affrontare la malattia in ogni sua dimensione e garantire un miglioramento complessivo della qualità della vita. (https://www.stateofmind.it/2020/09/endometriosi-cbt/)

In particolare, terapie basate su evidenze scientifiche come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), le terapie di terza generazione e l’Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) si sono dimostrate efficaci nel migliorare la salute mentale e il benessere complessivo delle donne con endometriosi.(Donatti L., Malvezzi H., et al., 2022).

Di seguito, una panoramica sui principali disturbi psicologici correlati all’endometriosi e sugli interventi psicoterapeutici più adeguati per affrontarli.

Ansia e Disturbi Depressivi

Molte donne con endometriosi sviluppano ansia generalizzata e depressione a causa della gestione continua del dolore e delle ripercussioni della malattia sulla vita quotidiana. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) si è dimostrata particolarmente efficace per:

  • Identificare e modificare i pensieri catastrofici legati al dolore e all’incertezza del futuro.
  • Migliorare la regolazione emotiva attraverso tecniche di ristrutturazione cognitiva e problem-solving.
  • Promuovere strategie di coping adattive, come la mindfulness e la terapia di accettazione e impegno (ACT), per ridurre il disagio emotivo legato al dolore persistente.

Disturbi del Sonno e Fatica Cronica

Il dolore notturno e l’ansia legata alla malattia possono alterare il ritmo sonno-veglia, portando a insonnia e fatica cronica. L’intervento psicologico include:

  • CBT per l’insonnia (CBT-I), un protocollo specifico per migliorare l’igiene del sonno e ridurre i pensieri intrusivi notturni.
  • Tecniche di biofeedback, rilassamento muscolare progressivo e Mindfulness per ridurre la tensione corporea.

 Disturbi della Sessualità e dell’Immagine Corporea

Il dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia) e l’alterazione dell’immagine corporea possono portare a evitamento della sessualità, perdita di desiderio e difficoltà relazionali. L’intervento psicologico si focalizza su:

  • Desensibilizzazione sistematica, per ridurre la paura del dolore associato alla sessualità.
  • Psicoeducazione sulla sessualità e tecniche di rilassamento pelvico.
  • Terapia di coppia, per migliorare la comunicazione e il supporto emotivo nel rapporto.

 

Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD)

L’endometriosi può essere vissuta come un evento traumatico, in particolare per chi ha subito interventi chirurgici invasivi, esperienze di dolore invalidante o percorsi diagnostici lunghi e frustranti. Alcune donne sviluppano PTSD, caratterizzato da:

  • Flashback o ricordi intrusivi legati al dolore o alle procedure mediche.
  • Evitamento di situazioni (es. visite ginecologiche, rapporti sessuali) che possono evocare il trauma.
  • Ipervigilanza e ipersensibilità al dolore.

Endometriosi e EMDR

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un approccio psicoterapeutico particolarmente efficace per affrontare i vissuti traumatici e lo stress cronico legati all’endometriosi.

Attraverso la stimolazione bilaterale (movimenti oculari, tapping o suoni alternati), l’EMDR aiuta le pazienti a rielaborare le memorie traumatiche legate alla malattia, riducendo la carica emotiva negativa associata.

Questo processo consente di:

  • Rielaborare le memorie traumatiche legate alla malattia, riducendo il loro impatto emotivo, diminuendo l’ansia e la paura.
  • Modificare credenze negative, come “Il mio corpo è rotto” o “Non ho controllo sulla mia vita”, promuovendo un senso di empowerment.
  • Ridurre il dolore percepito, migliorando la regolazione emotiva e la capacità di affrontare i sintomi.
  • Favorire una percezione di maggiore controllo e resilienza rispetto alla gestione del dolore.
  • Migliorare la qualità della vita, riducendo l’ansia anticipatoria rispetto a future ricadute o trattamenti medici.

L’EMDR si rivela utile anche per chi ha sviluppato fobie mediche, difficoltà sessuali legate a esperienze dolorose (dispareunia) o sentimenti di colpa e inadeguatezza derivanti dall’infertilità. Integrato con altre tecniche, questo approccio permette di migliorare la qualità della vita e la resilienza psicologica.

Autore articolo

  • Dott.ssa Maria Francesca Siotto Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Firenze

    Dott.ssa Maria Francesca Siotto

    Psicoterapeuta

    Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

    Esperta in Psico-oncologia ed Elaborazione del lutto | Terapeuta EMDR II livello