Schema Therapy: il legame tra esperienze infantili ed emozioni nella vita adulta

Schema Therapy: come funziona e come gli schemi influenzano la nostra vita

Nel corso delle nostre giornate a volte possiamo osservare in noi stessi reazioni intense, che a volte, a posteriori possono persino apparirci sproporzionate all’evento a cui sono associate. La Schema Therapy aiuta a comprendere perché alcune situazioni attivino emozioni particolarmente forti e quali schemi emotivi siano coinvolti.

Perché alcune situazioni ci fanno soffrire più di altre?

Un amico ci dà buca, un colloquio di lavoro va male, non riceviamo un invito, qualcuno ci fa una critica o ci risponde in malo modo… e improvvisamente si accendono in noi emozioni di rabbia, tristezza, dolore, vergogna estremamente intense e dolorose. Talvolta questo ci porta anche a mettere in atto comportamenti estremamente disfunzionali, agendo queste emozioni intense, sia nella realtà, ad esempio urlando, sia nella nostra mente, rimuginando per ore su quanto accaduto, su come avremmo dovuto rispondere e comportarci diversamente.

  1. L. ha 28 anni, durante un turno di lavoro capisce che le colleghe si sono organizzate per uscire e non l’hanno invitata. Prova una fitta allo stomaco, una “coltellata di dolore”, poi tanta rabbia. Poi rimugina per ore su come mai sia successo questo, sul perché non l’abbiano presa in considerazione e alla fine si ritrova a piangere in macchina mentre torna a casa, sentendosi sola e non considerata.
  2. G. ha 46 anni, il nuovo capo gli fa notare una mancanza nel suo lavoro davanti ad un altro collega. G. si sente umiliato, prova imbarazzo e rabbia e se ne va dall’ufficio in malo modo, facendo notare che anche gli altri colleghi spesso non completano quella parte del lavoro.
  3. S. ha 19 anni, è sempre stata bravissima a scuola, tra le migliori, ma non ha superato il test di ammissione all’università. Si sente un fallimento totale e soffre molto, non riuscendo proprio ad accettare di non essere riuscita e incolpandosi di non essersi impegnata abbastanza.

Un mancato invito, una critica del capo, un singolo test andato male… a molti potrebbero sembrare eventi normali, che capitano a tutti ogni tanto. Ma per qualcuno sono l’innesco di una grande sofferenza e talvolta di comportamenti che non aiutano proprio a stare meglio.

Cosa sono gli schemi nella Schema Therapy

Dentro di noi ci sono degli schemi, che sono come delle ferite mai rimarginate, che in questi episodi riprendono a sanguinare copiosamente e a farci male. Questi schemi possono essere molto diversi tra loro e hanno origine solitamente nella nostra storia. Il Dr. J. Young, psicoterapeuta statunitense, ha teorizzato proprio che ognuno di noi, crescendo e relazionandosi con l’ambiente, costruisca nella propria mente schemi, che sono come lenti attraverso le quali osserviamo il mondo e noi stessi.

Facciamo qualche esempio: se da bambino i miei compagni mi escludevano e mi prendevano in giro io potrei avere anche da adulto uno schema di esclusione, per cui mi sentirò diverso dagli altri, magari sentirò sempre un po’ fatica ad integrarmi e mi aspetto di non piacere agli altri. Oppure se da bambino avevo dei genitori o dei nonni molto ansiosi ed apprensivi, che mi dicevano sempre di stare attento, potrei aver sviluppato uno schema di vulnerabilità al pericolo ed alle malattie, per cui avrò molta ansia di ammalarmi e sentirò che il mondo non è un posto molto sicuro. Un ultimo esempio: se da bambino una figura per me importante, come un genitore, è stata imprevedibile o mi ha fatto sentire abbandonato, avrò uno schema di abbandono e potrei sentire che le relazioni non sono mai sicure, ma che possono finire da un momento all’altro.

Come si attivano gli schemi nella vita quotidiana

Quando un evento, anche banale, ricalca esattamente quello schema, quello si riattiva dentro di noi, facendoci provare emozioni e sensazioni molto simili a quelle del momento in cui si è creato. È come se si creasse un ponte emotivo che collega passato e presente. Nel momento in cui L. si sente esclusa dalle colleghe di lavoro, per esempio, si sente di nuovo come quella ragazzina esclusa e non accettata dai compagni di scuola, provando tristezza, rabbia e solitudine intense. La reazione è appunto quella di una ragazzina, quindi è normale che sia intensa e difficile da controllare!

Tutti abbiamo degli schemi, perché è normale cercare di dare un senso alle esperienze via via che cresciamo e cercare di trarne dei messaggi prevedibili.

Le strategie di coping secondo la Schema Therapy

Per gestire il dolore e la paura, il nostro cervello cerca di trovare delle strategie (coping) che proteggano la parte emotiva. Queste strategie si possono riassumere in:

Resa: ci arrendiamo allo schema, cioè ci comportiamo come se fosse vero e non facciamo niente per cambiarlo. Questo può portarci ad esempio a legarci a persone che confermano lo schema (ad esempio se ho uno schema di abbandono potrei scegliere persone instabili e non disponibili).

Ipercompensazione: significa fare l’opposto dello schema. Quindi per esempio se ho uno schema di inadeguatezza, cerco di non sbagliare mai e di essere perfetto.

Evitamento: cerco di evitare emozioni, sensazioni e situazioni legate allo schema ad esempio potrei tenere a distanza gli altri, evitare certe situazioni oppure proprio tenermi lontano dalle emozioni con uso di alcol, sostanze, iper-lavorando…

I mode: le diverse parti che convivono dentro di noi

Il problema è che queste strategie in parte ci proteggono, in parte però contribuiscono proprio a confermare gli schemi e possono essere molto faticose da portare avanti.

Questi processi portano allo sviluppo di diverse parti, dette mode, dentro di noi:

La parte emotiva o bambina: è quella che sentiamo quando proviamo quelle emozioni e sensazioni intense, che sentivamo appunto quando da bambini o adolescenti si sono formati gli schemi (è la parte che si sente abbandonata, sola, esclusa, inadeguata…e prova tristezza, colpa, vergogna…)

La parte critica: è un insieme di messaggi più o meno espliciti che abbiamo imparato dall’ambiente ad esempio “se non sei perfetto gli altri ti criticheranno, non vorranno stare con te!”, “se mostri le emozioni sei una persona debole e inadeguata”, oppure ”devi fare sempre bene! Devi impegnarti! Hai sbagliato, sei sempre la solita!”). Insomma è quella voce severa o critica che molto spesso sentiamo nella nostra testa! A volte è espressione diretta di ciò che ci veniva detto dai nostri genitori o da altre figure di riferimento, a volte sono messaggi impliciti.

Le parti coping: sono quelle che abbiamo visto, resa, ipercompensazione ed evitamento, che possono assumere diverse forme e comportamenti.

La parte adulta sana: è una parte che a volte deve ancora “fiorire”. È una parte saggia, che conosce gli schemi, riconosce quando si attivano e non evita il loro dolore ma trova modi funzionali per soddisfare i bisogni che ci sono dietro e per prendersi cura di noi.

Come funziona un percorso di Schema Therapy?

La Schema Therapy è un approccio psicoterapico ideato dal Dr. J.Young che mira attraverso la relazione terapeutica, a farci prendere consapevolezza dei nostri schemi e a prenderci cura della nostra parte emotiva, costruendo un adulto sano in grado di affrontare il dolore, e riducendo il ricorso a comportamenti di coping disfunzionali. Nel corso della terapia vengono proposti esercizi immaginativi e di dialogo tra le parti, volti a offrire un’esperienza emotiva diversa da quella avuta nella propria storia e a contrastare i messaggi della parte critica.

Bibliografia:

Arntz, A., Jacob, G. (2013). Schema Therapy in azione. Teoria e pratica. Watson Edizioni.

Brockman, R., Simpson, S., Hayes, C., Van Der Wijngaart, R., Smout, M., Malentacchi, A., Rosin, E. (2024). Guida pratica alla schema therapy. Assessment, tecniche, strategie di trattamento e applicazioni specifiche. Giovanni Fioriti Editore.

Autore articolo

  • Dott.ssa. Camilla Morelli, Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

    Dott.ssa. Camilla Morelli

    Psicologo,Psicoterapeuta

    Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

    Cognitive Therapy for PTSD | Compassion Focus Therapy Training