
Genitori di figli adolescenti: come sostenere autonomia, fiducia e crescita
L’adolescenza
L’adolescenza è una delle fasi più complesse e delicate dello sviluppo umano. Per i genitori di figli adolescenti rappresenta un periodo di grandi cambiamenti, durante il quale è necessario trovare un nuovo equilibrio tra autonomia, ascolto, regole e sostegno emotivo. In questa fase ragazzi e ragazze costruiscono la propria identità, mentre i genitori sono chiamati ad accompagnarli con una presenza stabile e autorevole, diversa rispetto all’infanzia.
I genitori dovranno ridefinire il loro ruolo e adattarsi ad un diverso rapporto con i figli, trovando il giusto assetto per nuovi equilibri. Nel periodo in cui avanza l’adolescenza, per un/a ragazzo/a aumenta la quantità di tempo trascorso con gli amici e diminuisce notevolmente il tempo trascorso con i genitori. A volte i genitori pensano di non avere più influenza sulla vita dei loro figli adolescenti, ma in realtà giocano un ruolo centrale ed importante nell’influenzare lo sviluppo e la crescita dei figli. Questo in buona parte dipende dal legame di attaccamento che si crea e che si è venuto a creare tra di loro fin dalla nascita.
Cos’è l’attaccamento?
L’attaccamento è un legame emotivo e profondo che si sviluppa fra una persona e le sue figure di riferimento, ovvero i caregivers (= figure che si prendono cura di un neonato, che non necessariamente corrisponde al genitore). Il modo in cui i bambini vengono accuditi nei primi anni di vita condiziona il modo in cui gestiranno le emozioni, la vicinanza e la separazione con l’altro, il modo in cui impareranno a stare in relazione con gli altri e il fatto che si possano fidare o meno degli altri.
La teoria dell’attaccamento proposta da Jhon Bowlby negli anni 50’ dimostra che gli esseri umani hanno una predisposizione innata a sviluppare relazioni di attaccamento alle figure genitoriali, questo a partire dal primo anno di vita, con lo scopo di garantire sicurezza e protezione dai pericoli. Dagli studi di Bowlby emerge che una relazione può essere una fonte di rassicurazione se il cargiver è in grado di offrire una base sicura che gli permetta di esplorare l’ambiente circostante senza suscitare ansie e timori. Quindi è responsabilità del genitore rispondere adeguatamente ai segnali e richieste del bambino in modo tale da creare quella base sicura utile per potersi muovere nel mondo e nelle relazioni in modo funzionale.
Stravolgimento degli equilibri familiari nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza
Il cambiamento degli equilibri nelle famiglie con adolescenti è una fase naturale del ciclo della vita. Gli adolescenti iniziano a separarsi dai genitori investendo maggiormente nelle relazioni con i pari; questa autonomia non è il frutto di una netta separazione dalle figure genitoriali, ma della costruzione della propria identità e scoperta di sè all’interno delle relazioni; tale processo è mediato da impegno, disponibilità e accettazione da parte dei genitori del processo di differenziazione dell’identità.
Perché gli adolescenti continuano a rivolgersi ai loro genitori? Perché quest’ultimi fungono da base sicura da cui negoziare l’autonomia e iniziare a esplorare. Un adolescente spesso non chiede esplicitamente aiuto, ma sappiamo che ha bisogno del supporto e della vicinanza di un adulto che lo sostenga e lo riconosca nel suo sviluppo e crescita.
Il ruolo dei genitori in adolescenza
Cosa significa essere genitori di figli adolescenti? Significa esserci davvero: non come modello perfetto, ma come presenza stabile e disponibile, capace di ricordare ai ragazzi che la loro ricerca di sé non è un viaggio solitario. Il genitore non deve essere nè eccessivamente controllante, ma neanche un semplice osservatore; deve essere una guida autorevole in grado di offrire ascolto, comprensione, supporto, regole e fiducia.
Questo non significa proteggere i ragazzi da ogni rischio e risolvere i problemi al posto loro: quello che può fare il genitore è offrire uno spazio in cui un figlio possa sentirsi compreso, accolto e legittimato anche nei momenti più complessi e confusi della propria vita.
Un genitore che riesce ad offrire questo spazio è un adulto che non necessariamente ha tutte le risposte alle domande che gli vengono fatte e non sempre ha una risposta pronta e certa, ma è un genitore che offre fiducia, riconoscimento e ascolto.
I genitori come possono aiutare i loro figli?
Partiamo dal presupposto che i genitori crescono ed evolvono insieme ai loro figli, imparando ad organizzarsi, a tollerare di dover cambiare a seconda delle necessità. Questo perché tutto quello che avevano appreso e che avevano imparato come strategie funzionali con i loro figli piccoli, sembra quasi non funzionare più in adolescenza.
Un antico proverbio del Quebec dice che “due sono i doni che i genitori possono fare ai figli. Il primo sono le radici, il secondo sono le ali”.
Vediamo di seguito quali possono essere le strategie più funzionali da mettere in pratica con gli adolescenti.
Ascoltare senza giudicare:
un genitore disposto a rallentare, fermarsi e ascoltare senza giudizio, è un adulto che sta seminando le basi per poter essere un punto di riferimento importante per un adolescente. Il genitore che permette al proprio figlio di avere uno spazio dove potersi esprimere liberamente, senza temere le conseguenze; questo farà sentire il/la ragazzo/a libero/a di poter esprimere le proprie emozioni, anche quando queste sembrano confuse e caotiche.
Supporto:
una famiglia sufficientemente supportiva permette ad un adolescente di poter fare esperienze sapendo di avere al suo fianco adulti che lo sostengono nelle scelte e che forniscono affetto e contenimento.
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Farli sentire “visti”
nella vita quotidiana fatta di ritmi serrati, a volte tendiamo a dare giudizi frettolosi o a mostrarci distratti, questo ferisce profondamente gli adolescenti più di quanto possiamo immaginare. Un genitore che si sintonizza con il proprio figlio, a partire dal contatto oculare, è un genitore che sta facendo sentire visto il proprio figlio. Questo infonde fiducia negli adolescenti e aiuta loro a credere maggiormente nelle loro capacità. Può succedere che per un genitore sia difficile accettare che i figli intraprendano percorsi diversi da quello che ci si era immaginati. È fondamentale però accogliere il figlio reale, diverso dal figlio idealizzato, questo è un vero atto di amore e affetto.
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Accogliere e validare l’emotività dei figli
consapevoli del fatto che in adolescenza le emozioni vengono percepite e vissute con maggiore intensità, dobbiamo ricordare sempre che le emozioni devono essere validate da parte dell’adulto, perché le emozioni provate sono importanti e significative. Dobbiamo validare l’emozione senza però dover validare necessariamente il comportamento legato ad esso; per esempio dobbiamo validare la rabbia o la tristezza provata dal proprio figlio, ma non possiamo validare il fatto che abbia lanciato e rotto un oggetto per gestire la sua rabbia. L’adulto dovrebbe mostrarsi tollerante alle emozioni dell’altro e fornire aiuto nella regolazione emotiva.
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Aiutare i figli nella regolazione emotiva
il caregiver ha un ruolo molto importante, ovvero quello di aiutare i propri figli a riconoscere le proprie emozioni per poterle poi regolare. I bambini apprendono dai genitori a regolare le proprie emozioni, osservandoli, imitandoli e imparando a comunicare ed esprimendosi come loro. Quando un genitore reagisce alle situazioni o ad emozioni negative sta offrendo al proprio figlio una preziosa occasione per imparare a gestire le emozioni. La modalità di reazione del genitore alle emozioni ha un impatto importante nel plasmare le future strategie di regolazione emotiva del figlio. È importante insegnare ai figli a saper dare un nome alle emozioni provate, offrire conforto emotivo e dare un concreto supporto nella gestione delle emozioni, con la presenza, la vicinanza e il supporto.
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Condividere le regole
le regole non devono essere calate dall’alto dagli adulti, ma decise e condivise con i figli, in modo che quest’ultimi si possano sentire attori attiva nella scelta delle regole, questo aumenta la probabilità che le regole di casa vengano rispettate.
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Essere adulti sufficientemente buoni
nessuno può pretendere da un essere umano la perfezione e questo non è richiesto neanche ai genitori. Essere adulti sufficientemente buoni significa essere capaci di sostenere senza essere invadenti, guidare senza imporre le cose, offrire regole senza farle diventare delle gabbie. Serve una presenza autentica in grado di riconoscere i propri limiti senza la paura di mostrarli. L’adulto non deve eliminare ogni rischio e semplificare la strada ai figli, ma aiutarli per dar forma al proprio mondo interiore.
Conclusioni
La consapevolezza e l’autenticità dei genitori è indispensabile per il benessere psicologico dei propri figlie e delle generazioni future. Nessuno pretende la perfezione dai genitori, ma che questi siano autentici e connessi con i propri figli. Dobbiamo coltivare un clima emotivamente caldo nella quotidianità, prestando attenzione alle necessità dei figli. E’ importante essere presenti e responsabili mettendo in atto un comportamento basato sulla cura e l’attenzione all’altro, cercando di evitare le aggressioni verbali e fisiche. Se il genitore è arrabbiato faccia un passo indietro, si allontani, gestisca la propria rabbia e successivamente potrà affrontare qualsiasi discussione. Se stiamo vivendo un periodo della nostra vita da genitori con estrema difficoltà, possiamo chiedere un supporto per poter essere maggiormente funzionali con i figli, creando un ambiente sano, emotivamente connesso e autentico.
Bibliografia:
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